"Eppure, attraverso la volta dello spazio, intelletti vasti e freddi e ostili, guardavano al nostro pianeta con occhi invidiosi. E lentamente e indisturbati, ordivano i loro piani contro di noi"
Siamo cresciuti con l'idea futuristica di una nuova terra abitabile nel bel mezzo dell'universo, con un dubbio irrisolto sulle possibili forme di vita oltre alla razza umana, con l'incredibile suggestione che un giorno avremmo potuto viaggiare per l'universo, esplorarlo, magari colonizzarne e abitarne una ristrettissima parte. Tutto questo è sempre stato per noi un futuro troppo distante, fin quando un annuncio di ieri della NASA ha reso nota la scoperta di un pianeta che potremmo definire "cugino" della Terra.
La scoperta. Kepler è una missione spaziale avviata il 7 marzo del 2009, il cui scopo è la ricerca di pianeti con condizioni simili al nostro tramite un satellite omonimo che ha finora nel suo curriculum più di 4000 scoperte. Mandato nello spazio in esplorazione, non vede direttamente pianeti attorno alle altre stelle ma li individua tramite delle mini eclissi ed una di queste ha permesso di scovare, a soli 1400 anni luce da noi, K452b, un pianeta molto simile alla Terra che si colloca in cima alla dozzina di pianeti candidati ad essere nuove terre abitabili per l'umanità, insomma una scoperta sensazionale annunciata nella giornata di ieri dalla NASA che ha mostrato grande prudenza nonostante possa trattarsi di un taglio netto nella storia dell'umanità.
Il pianeta. Ha suscitato da subito un grande interesse, trovandosi, proprio come noi, nella zona "abitabile" del proprio sistema solare, ovvero ad una distanza dal proprio sole che permetta la liquidità dell'acqua e dunque la sopravvivenza: nè troppo vicino e torrido, come Mercurio, nè troppo distante e rigido, come Plutone. L'estensione di poco maggiore alla nostra Terra inoltre, giustifica i 385 giorni che compongono un anno e permette, oltre all'assorbimento di quel 10% di energia in più che riceve dal suo sole, la presenza di un'atmosfera stabile.
Abbiamo colonizzato città, province, regioni, stati e adesso, sull'orlo di un futuro che quasi ci spaventa tanto è immenso, ci accingiamo a colonizzare un altro mondo, sperando di poterlo trasformare in casa nostra, coscienti di usurarlo come abbiamo fatto con la Terra, certi che è tuttavia l'unica frontiera possibile per la sopravvivenza della nostra razza.
Forse, per la prima volta, gli "intelletti vasti e freddi e ostili con gli occhi invidiosi" saremo proprio noi, noi che abbiamo montato film su probabili invasioni extra terrestri e che adesso ci troviamo nel bel mezzo di una che cambierà per sempre la nostra storia.
