Un supereroe a Messina

21.07.2015 12:28

"Prima che il tempo si porti via tutto e che Settembre ci porti una strana felicità"

Nella vita ci sono gli episodi, come concerti, esibizioni, match sportivi ... e poi, come le corde più tese e flebili di un'arpa, ci sono i momenti, quelle ristrette porzioni del nostro tempo in cui l'anima parla, corre .. splende di luce propria. 
Il 18 Luglio, allo stadio San Filippo di Messina, Lorenzo Jovanotti Cherubini è riuscito a far parlare, correre e splendere le anime di circa 35000 spettatori, dando vita a quello che si è rivelato uno spettacolo incredibilmente suggestivo, forse davvero il più grande dopo il bang, tanto per dirla a modo suo...

"La protezione zero spalmata sopra il cuore"

Quando lui è su quel palco a saltare e cantare come un forsennato, qualcosa fra la coltre di gente si genera, come fosse il seme di sensazioni sempre pronte a sbocciare, una magia, nella fattispecie la magia di un ragazzo fra il pubblico che allo start di Stella cometa si inginocchia e chiede la mano, proprio lì in mezzo, come fosse parte integrante di un'immanente e immutabile aura di emozione.

"Per fare salti, per far ballare il pubblico sugli spalti"

Tutto ha cominciato a prendere forma dalle lunghe file davanti ai cancelli e poi dal prato fresco dello stadio, preso d'assalto a partire dalle 17; da quel momento in poi non è rimasto altro che aspettare, aspettare le 21, aspettare che Jovanotti entrasse in scena e cominciasse sin da subito a frantumare quel senso di distanza che per forza di cose viene inizialmente a crearsi fra un artista e il suo pubblico ma in contesti del genere c'è uno stretto bisogno di alchimia, come ha confessato lo stesso Cherubini a coloro che per l'intera durata del concerto lo hanno applaudito, acclamato e osannato: "Vi ringrazio ..  perché mi avete permesso di giocare ad un gioco che non sta in piedi senza di voi".

"La vertigine non è paura di cadere .. ma voglia di volare"

Ed infine proprio una vertigine, il momento in cui si rievoca qualcuno che non c'è più ma che paradossalmente ci sarà per sempre ormai: il ricordo di Paolo Borsellino.
Lorenzo dal palco ha spronato il suo pubblico a rendersi consapevole  che tutti in fondo possiamo essere dei supereroi, proprio come il nostro Paolo: "ci sono super poteri che tutti abbiamo, l'amore, la voglia di fare e di creare, la curiosità e la legalità", dimostrando ancora una volta che in quello stadio, durante la fresca sera di Luglio, non c'era solo la musica, o leggendari musicisti come Saturnino, c'era anche un messaggio, degli ideali ben saldi e tanta energia, quella stessa energia che, da più di vent'anni ormai, non può che essere accostata ad un nome: Lorenzo Jovanotti.