"Quando compro un cappello, spero che chi me lo sta vendendo sia un appassionato di cappelli; ognuno dovrebbe poter vendere le proprie passioni"
Eccola la musica di Emanuele Barbati senza troppi e al contempo superflui giri di parole: il trucco sta nella passione, perché questa, niente può portarvela via.
Quando si è appassionati di musica, tutto comincia solitamente con una band, nel suo caso i Rank, si suona e ci si diverte fin quando il tempo, giudice onnipotente, rivela se la musica sarà solo stata parte di un momento ben preciso, spesso destinato a concludersi con le calcisticamente note "scarpe al chiodo", o magari, proprio come per Emanuele, si decide che diventerà un lavoro, un impegno utile e prezioso per chi ne usufruisce.
Così lancia il suo progetto da solista e vola in California, a contatto con la straordinaria esperienza di etichette quali Bay Area, Adeline Records, Fat Wreck Chords e Hellcat Records, dedicandosi a studiare la realtà musicale americana e a sperimentare quella che dal 2010, anno in cui pubblica il suo primo EP "Come sempre", diverrà la sua di realtà.
Il connubio discografico con Simone Bertolotti, già produttore di artisti del calibro di Giusy Ferreri e Laura Pausini, segna nel 2012 una svolta per la sua carriera e porta alla nascita del cd "Sulla stessa strada", contenente dieci inediti di Emanuele Barbati arrangiati dal noto produttore.
Ma il percorso non finisce qui e conduce ad un'altra illustre collaborazione con Roberto Vernetti, produttore di Dolcenera, Elisa, Irene Grandi ed Elio e le Storie Tese; ne verrà fuori un nuovo EP, "Sfumature Vol.1", di cui faranno da traino il fortunato singolo "Finalmente", "Oh oh" e "Stai sicura".
Ne viene pubblicato un ultimo, "Ed ecco arriva il sole", ad immortalare quel felice momento in cui finalmente vien fuori l'estate dopo un lungo inverno, metafora della rinascita, del risollevamento da un periodo di crisi, un dato che può darci un'idea della solida e colta sperimentazione, celata anche dietro un apparentemente spensierato tormentone estivo.
Rafforza la sua portata culturale laureandosi all'Università di Conservazione dei Beni Musicali e Musicologia di Lecce, analizzando nella sua tesi l'importanza della figura del musicista nel Medioevo.
E dunque, come fosse il lieto fine di una fiaba, la sua predisposizione umanistica, con la partecipazione attiva in numerose associazioni per la tutela dei diritti umani, animali e dell'ambiente.
Proprio questo, mi ha fatto annoverare senza esitazione Emanuele Barbati alla pregevole categoria degli "artisti" e non a quella, troppo generica, dei semplici musicisti e cantanti.
Di chiunque faccia musica, prima che il suono della sua chitarra, si dovrebbe sempre ascoltare quello della sua anima pulsante: ebbene ... se si tratta di Emanuele Barbati, vi consiglio di ascoltarlo.
